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Rapporto CeDAP 2025: maternità sempre più tardiva, calano i cesarei ma restano forti differenze territoriali

Pubblicato il 06/08/2026
Pubblicato in: Comunicati stampa
Rapporto CeDAP 2025: maternità sempre più tardiva, calano i cesarei ma restano forti differenze territoriali

*Immagine generata con il supporto dell'intelligenza artificiale

Pubblicato dal Ministero della Salute il Rapporto sull'evento nascita 2025. Il documento conferma l'aumento dell'età media al parto, il progressivo calo delle nascite e una riduzione del ricorso al taglio cesareo, pur in presenza di marcate differenze tra Regioni e tra strutture pubbliche e private

Il Ministero della Salute ha pubblicato il nuovo Rapporto "Certificato di assistenza al parto (CeDAP) – Analisi dell'evento nascita. Anno 2025", che raccoglie e analizza i dati del flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP), offrendo un quadro aggiornato delle caratteristiche della maternità e del percorso nascita in Italia.

Tra gli aspetti che emergono con maggiore evidenza vi è il continuo aumento dell'età materna. Nel 2025 l'età media al parto ha raggiunto 33,4 anni per le donne italiane e 31,4 anni per le cittadine straniere, mentre l'età media al primo figlio si attesta a 32,5 anni per le italiane e 29,4 anni per le donne straniere, confermando la tendenza a rinviare la maternità.

Il Rapporto fotografa anche il proseguimento del calo delle nascite. Nel 2025 sono stati registrati 353.240 nati, in diminuzione rispetto ai 370.577 del 2024, mentre circa il 20,7% dei parti riguarda madri di cittadinanza non italiana.

Un dato positivo riguarda il luogo del parto. Sempre più donne scelgono gli ospedali pubblici o equiparati, dove nel 2025 si è svolto il 91,3% dei parti, in aumento rispetto all'anno precedente. Oltre la metà delle nascite (58,8%) avviene inoltre in punti nascita con almeno mille parti l'anno, anche se circa un parto su dieci continua a verificarsi in strutture con meno di 500 parti annui.

Il documento conferma inoltre che il ricorso al taglio cesareo resta superiore a quanto auspicato dalle linee di indirizzo nazionali, pur mostrando una progressiva diminuzione negli ultimi anni. Nel 2025 il cesareo ha riguardato il 29,8% dei parti. Il dato, tuttavia, presenta profonde differenze territoriali e organizzative: negli ospedali pubblici il ricorso al cesareo è pari al 28,4%, mentre nelle case di cura accreditate raggiunge il 44,9%.

Anche tra le Regioni permane una marcata variabilità. La Campania registra la quota più elevata di parti cesarei (43,7%), seguita da Sicilia e Sardegna (39,2%), Lazio (37,3%) e Calabria (34,8%), mentre la Toscana si conferma la Regione con il valore più basso (16,2%), come evidenziato anche dal Rapporto e ripreso nella sintesi diffusa dal Ministero della Salute.

Sul fronte dell'assistenza in gravidanza, il monitoraggio evidenzia un'elevata adesione ai controlli: nel 93,8% delle gravidanze sono state effettuate più di quattro visite ostetriche. Cresce inoltre il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, utilizzate in 4,6 gravidanze ogni 100, mentre nel 94,7% dei parti vaginali la donna è accompagnata dal padre del bambino durante il parto.

Il Rapporto riporta infine 784 nati morti, corrispondenti a un tasso di natimortalità pari a 2,20 ogni 1.000 nati, confermando il valore del CeDAP come strumento essenziale per monitorare la qualità dell'assistenza materno-infantile e supportare la programmazione sanitaria nazionale e regionale.

Il Rapporto completo "Certificato di assistenza al parto (CeDAP) – Analisi dell'evento nascita. Anno 2025" è disponibile sul sito del Ministero della Salute e nel file in allegato.

 Allegati
rapporto CEDAP anno 2025 pdf (1).pdf

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