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Aborto, FNOPO: "Informare sì, condizionare no. L'ostetrica accompagna la donna, non decide per lei"

Pubblicato il 07/09/2026
Pubblicato in: Comunicati stampa
Aborto, FNOPO:

La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica interviene nel dibattito aperto dalle recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci: "Su IVG e salute riproduttiva servono competenze, evidenze scientifiche e servizi accessibili. Il consultorio deve essere uno spazio di ascolto e presa in carico, non di pressione"

L'interruzione volontaria di gravidanza non può diventare terreno di scontro ideologico. Nel dibattito riacceso nelle ultime settimane dalle posizioni di Roberto Vannacci, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) richiama l'attenzione su un punto essenziale: la salute sessuale e riproduttiva delle donne deve essere tutelata attraverso professionisti competenti, informazioni corrette, servizi accessibili e percorsi assistenziali appropriati, nei quali ogni donna possa essere ascoltata e accompagnata nel rispetto delle proprie scelte.

"Informare una donna significa metterla nelle condizioni di conoscere la propria situazione, le alternative disponibili, i rischi e i benefici delle diverse possibilità. Non significa orientarne la decisione", sottolinea la FNOPO. "Di fronte a una scelta che può essere complessa e coinvolgere dimensioni personali, familiari e sociali profonde, il compito del professionista sanitario è garantire competenza, ascolto e assistenza, senza giudizio e senza pregiudizi".

In un momento di particolare vulnerabilità, una donna può trovarsi ad affrontare la scelta dell'interruzione di gravidanza anche con un forte senso di solitudine: può sentirsi sola davanti a una decisione complessa, non compresa o timorosa di essere giudicata. È proprio in queste situazioni che la presenza di professionisti preparati, disponibili all'ascolto e capaci di accompagnare senza pregiudizi assume un valore fondamentale.

Il riferimento all'ascolto del battito fetale prima dell'interruzione di gravidanza, così come le proposte relative ai consultori e alla presenza delle associazioni pro-life, impongono secondo la Federazione una riflessione che non può essere affrontata soltanto sul piano politico o ideologico. Ogni intervento inserito in un percorso sanitario deve avere una finalità assistenziale chiara, essere appropriato e rispettare la volontà e l'autodeterminazione della persona assistita.

"Ogni intervento assistenziale deve avere una finalità sanitaria e rispettare la volontà della persona assistita. L'informazione deve essere completa, scientificamente corretta e libera da condizionamenti. Questo è uno dei principi fondamentali dell'assistenza ostetrica", afferma la FNOPO.

"L'ostetrica è al fianco della donna, non al posto della donna"

La professione ostetrica ha una responsabilità specifica nell'accompagnamento della donna lungo tutto il percorso della salute sessuale e riproduttiva, dalla prevenzione della gravidanza alla maternità, fino all'assistenza nei percorsi previsti dalla normativa sull'interruzione volontaria di gravidanza.

L'ostetrica è una professionista preparata e competente, capace di ascoltare, informare e assistere con attenzione e disponibilità, senza giudicare e senza pregiudizi. Il suo ruolo non è quello di indirizzare la donna verso una scelta, ma di esserle accanto affinché possa compiere una decisione consapevole e libera, disponendo delle informazioni e del supporto di cui ha bisogno.

"Il nostro compito non è sostituirci alla donna nelle sue decisioni, ma metterla nelle condizioni di compiere una scelta consapevole e libera, attraverso ascolto, competenza e presa in carico", sottolinea la Federazione.

Questo principio assume un significato particolare quando la donna si trova ad affrontare una gravidanza non programmata o una decisione complessa. In queste situazioni, il rischio non è soltanto quello di ricevere informazioni insufficienti, ma anche quello di sentirsi sola, non compresa o giudicata.

"Accompagnare significa anche questo: esserci quando una donna si trova davanti a una scelta difficile, ascoltarla senza pregiudizi, rispondere alle sue domande con competenza e garantirle continuità assistenziale. Nessuna donna dovrebbe essere lasciata sola ad affrontare una decisione che riguarda il proprio corpo, la propria salute e la propria vita", ribadisce la FNOPO.

Il professionista sanitario non deve giudicare la scelta della donna, ma garantire assistenza, informazioni appropriate, rispetto e continuità di cura. La relazione professionale deve essere fondata sulla fiducia e sulla capacità di riconoscere la persona nella sua individualità, nella sua storia e nel suo specifico percorso.

Consultori, "luoghi di salute, non di pressione"

Particolare attenzione viene riservata al ruolo dei consultori familiari, spesso primo punto di accesso per le donne alle informazioni e ai servizi dedicati alla salute sessuale e riproduttiva.

"I consultori devono rimanere luoghi di ascolto, prevenzione, orientamento e presa in carico", evidenzia la FNOPO. "Devono essere spazi nei quali una donna possa entrare con una domanda, un dubbio o una difficoltà e trovare professionisti preparati, disponibili all'ascolto e capaci di accompagnarla senza giudizio".

La Federazione sottolinea l'importanza di preservare la natura sanitaria e pubblica dei consultori, garantendo un'assistenza multidisciplinare e competente, nel rispetto della persona e della normativa vigente.

"Un consultorio deve essere un luogo nel quale la donna possa sentirsi accolta e libera di esprimere i propri dubbi e le proprie paure. Non può diventare uno spazio nel quale una persona, proprio nel momento in cui è più vulnerabile e può sentirsi sola, percepisca di essere sottoposta a pressioni o giudizi".

Qualunque presenza all'interno dei percorsi consultoriali deve essere compatibile con la finalità assistenziale del servizio e con il diritto della donna a ricevere un'informazione obiettiva, completa e non condizionata. L'obiettivo deve essere rafforzare la capacità della donna di scegliere, non orientare quella scelta.

Prevenire l'IVG significa anche prevenire le gravidanze indesiderate

Nel dibattito pubblico, osserva la Federazione, il tema della prevenzione dell'interruzione volontaria di gravidanza rischia di essere affrontato soltanto quando la gravidanza è già iniziata. La prevenzione, invece, comincia molto prima.

Educazione alla sessualità e all'affettività, accesso alla contraccezione, informazione corretta, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili e contrasto alla violenza rappresentano strumenti fondamentali per ridurre le gravidanze indesiderate e promuovere una reale consapevolezza nelle scelte riproduttive.

"Prevenire un'interruzione volontaria di gravidanza significa innanzitutto lavorare per prevenire le gravidanze indesiderate quando è possibile farlo", sottolinea la Federazione. "Questo richiede educazione, informazione, accesso alla contraccezione e servizi territoriali forti, nei quali le persone possano rivolgersi a professionisti competenti prima che una situazione diventi una condizione di emergenza o di difficoltà".

La prevenzione non può quindi essere separata dalla possibilità concreta di accedere ai servizi e di ricevere informazioni corrette lungo tutto l'arco della vita sessuale e riproduttiva.

"Sostenere la maternità non significa mettere in discussione la libertà di scelta"

Per la FNOPO anche il sostegno alla maternità deve essere rafforzato, ma non può diventare uno strumento per mettere in discussione l'autodeterminazione della donna.

"Una donna che sceglie di portare avanti una gravidanza deve poter contare su sostegni sociali, economici, sanitari e psicologici. Ma lo stesso sistema sanitario deve garantire assistenza a una donna che decide di interrompere la gravidanza nei casi e secondo le modalità previste dalla legge", osserva la Federazione.

Sostenere la maternità significa quindi creare le condizioni perché una gravidanza desiderata possa essere vissuta senza ostacoli economici, sociali o assistenziali. Allo stesso tempo, rispettare la libertà di scelta significa garantire alla donna che decide diversamente un percorso sanitario competente, sicuro e rispettoso.

È proprio nella capacità di garantire entrambe le dimensioni che si misura la qualità di un sistema sanitario: sostenere la maternità senza trasformare il sostegno in pressione e garantire l'accesso all'IVG senza trasformare l'assistenza in un giudizio sulla donna.

La competenza professionale al centro

Nel contesto attuale, la FNOPO ribadisce il ruolo dell'ostetrica come professionista autonoma della salute sessuale e riproduttiva, con competenze che comprendono prevenzione, educazione sanitaria, assistenza e accompagnamento della donna nei diversi percorsi della vita riproduttiva.

L'ostetrica è chiamata a mettere a disposizione competenza scientifica e professionale, ma anche capacità di ascolto, attenzione e relazione. È una professionista che può accompagnare la donna nelle diverse fasi della vita senza pregiudizi, rispettandone valori, storia personale e scelte.

"Il dibattito pubblico può essere anche molto acceso, ma l'assistenza sanitaria non può essere costruita sulle contrapposizioni ideologiche. Deve fondarsi sulle competenze professionali, sulle evidenze scientifiche, sulla sicurezza delle cure e sul rispetto della persona", conclude la Federazione.

"Informare, ascoltare, assistere significa prima di tutto esserci. Le ostetriche ci sono: nessuna donna deve rimanere sola o sentirsi sola durante tutta la sua vita e nelle sue scelte. Il nostro compito è accompagnarla con competenza, attenzione e disponibilità, senza giudicare e senza pregiudizi, rispettando la sua libertà e la sua autodeterminazione. Sul tema dell'aborto la nostra posizione è chiara: informare, ascoltare, assistere. Mai condizionare."

 

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