Vaccari (FNOPO): “Le donne che per povertà socio-economica non hanno un accesso adeguato all'assistenza sanitaria pagano un prezzo altissimo in termini di salute, spesso anche con la vita”
“Donne e mondo sanitario sono state a lungo due realtà molto distanti tra loro. Le prime testimonianze sull’argomento risalgono agli anni ’70, periodo in cui il movimento femminista ha iniziato a raccogliere dati in merito: è man mano emerso non solo quanto le donne fossero sempre impegnate a prendersi cura degli altri e non di loro, ma anche quanto il genere femminile fosse sottorappresentato nella ricerca scientifica, compresa quella farmacologica. La medicina e la ricerca di genere, infatti, sono concetti piuttosto recenti. Non è un caso, dunque, se la legge che ha istituisce i Consultori Familiari, la n. 405, sia stata approvata proprio in quegli anni, nel 1975. I consultori sono nati con l'intento di rendere i servizi sanitari alla portata di tutte e di rendere le donne più consapevoli del loro corpo e della loro salute. In questo contesto, ieri come oggi, appare centrale il ruolo della professione sanitaria dell’ostetrica/o. Da quel momento, nonostante sia trascorso quasi mezzo secolo, la condizione della donna, e di conseguenza la sua salute, continua a restare in ombra in diversi contesti sociali. Nel mondo una donna su 10 vive in condizioni di estrema povertà. E dalla povertà economica deriva, inevitabilmente, una povertà sanitaria. Anche volgendo lo sguardo alla sola situazione italiana le condizioni non appaiono migliori: la presenza di figli minori continua a essere un fattore che espone maggiormente le famiglie al disagio. L’incidenza di povertà assoluta si conferma più marcata per le famiglie con almeno un figlio minore (12,0%): i minori che appartengono a famiglie in povertà assoluta, nel 2023, sono pari a 1,3 milioni. (Report Istat-24 marzo 2024)”. Così la Presidente della FNOPO, Silvia Vaccari, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’incontro “Le povertà sanitarie in Italia”, promossa dalla Conferenza episcopale italiana (CEI), in programma il 10 maggio a Verona alle ore 15 (per seguire la conferenza 10 maggio, in diretta streaming, è possibile collegarsi al canale YouTube della CEI).
“A peggiorare la situazione - continua la Presidente Vaccari - c’è anche il divario fra il tasso di occupazione maschile e quello femminile, pari al 18 per cento. Se si guarda ai dati del 2022, lavoravano il 69,2% dei maschi fra 15 e 64 anni e il 51,1% delle donne nella stessa fascia d’età. Il divario cambia di poco se si guarda agli ultimi dati diffusi dall’Istat per il 2023: ad aprile il tasso di occupazione maschile era al 69,8%%, contro il 52,3% delle donne (-17,5%). A incidere negativamente sul tasso di occupazione femminile, più in Italia che nel resto d’Europa, è anche il numero di figli. È presente cioè un effetto maternità, che comporta la riduzione del tasso di occupazione delle donne all’aumentare del numero di figli. In Italia, se si considerano le donne fra 25 e 54 anni, quelle senza figli lavorano al 62,6 per cento. Al primo figlio il tasso di occupazione scende al 60,6%, al secondo figlio scende ancora al 56,7%, al terzo figlio si passa al 41,1 per cento. Vuol dire che quattro donne su dieci con tre o più figli riescono a continuare a lavorare, le altre no. Le conseguenze della povertà sono dunque molteplici e, intersecandosi tra loro, finiscono per creare un circolo vizioso che, spesso impedisce alle donne che ne sono vittima di ‘raggiungere il proprio potenziale’. Le donne che per povertà socio-economica non hanno un accesso adeguato all'assistenza sanitaria – conclude la Presidente della FNOPO - pagano un prezzo altissimo in termini di salute, spesso anche con la vita”.
L'evento del 10 maggio, che si svolgerà presso l'Università degli studi di Verona, vedrà gli interventi del Ministro della Salute Orazio Schillaci; Chris Brown, Direttore dell'Ufficio Europeo per gli Investimenti e lo Sviluppo della Salute dell'OMS; Silvio Brusaferro, Professore ordinario di Igiene generale e applicata presso l'Università degli studi di Udine; Cristiano Camponi, Direttore Generale dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP); Americo Cicchetti, Direttore generale della programmazione sanitaria e di Alberto Siracusano, Coordinatore del Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale del Ministero della Salute, Ketty Vaccaro, Sociologa e Responsabile dell'Area welfare e salute del Censis. Conduce l’evento Benedetta Rinaldi, giornalista e conduttrice della trasmissione Elisir (Rai3).
Le undici Federazioni e i Consigli nazionali delle professioni sanitarie e sociosanitarie - FNOMCeO, FNOVI, FOFI, FNOPI, FNOPO, FNO TSRM e PSTRP, CNOP, FNOB, FNCF, FNOFI, CNOAS, che rappresentano oltre 1,5 milioni di professionisti - accanto alla Commissione episcopale per il servizio della carità e della salute e l'Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana (CEI) hanno così inaugurato il percorso preparatorio per il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità del 2025, dedicato alle povertà sanitarie. La prima tappa, quella del 10 maggio a Verona, proporrà un focus sulla situazione italiana: chi e quanti sono coloro che, nel nostro Paese, non hanno accesso alle cure necessarie o non possono permettersi l’acquisto di farmaci. Esperti del settore, economisti, ricercatori e rappresentanti istituzionali, uniti ai professionisti sanitari e sociosanitari, baluardo della tutela della salute pubblica, discuteranno le soluzioni e le strategie per migliorare l'assistenza sanitaria nazionale per una sanità del futuro più inclusiva. Altre due tappe, durante le quali si analizzeranno le principali povertà sanitarie, sono previste il 15 novembre 2024 e il 5 aprile 2025.
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