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Home visiting, Vaccari (FNOPO):

Pubblicato il 21/07/2026
Pubblicato in: Comunicati stampa
Home visiting, Vaccari (FNOPO):

La presidente della FNOPO, Silvia Vaccari, è intervenuta al webinar dedicato alla revisione sistematica sull'efficacia dell'home visiting nei Paesi a medio e alto reddito: "Le evidenze scientifiche confermano ciò che le ostetriche sostengono da sempre: la visita domiciliare è parte integrante della continuità assistenziale"

 

Le visite domiciliari ostetriche non possono più essere considerate un intervento accessorio o limitato a esperienze sperimentali. Devono entrare stabilmente nel percorso nascita e diventare un diritto garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. È il messaggio lanciato dalla presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Silvia Vaccari, intervenuta questa mattina al webinar gratuito "Efficacia delle visite domiciliari. Review sistematica degli studi sulle visite domiciliari nei Paesi a medio e alto reddito. Presentazione e discussione dei risultati". Aprendo il suo intervento, Vaccari ha portato i saluti del Comitato centrale della Federazione e delle oltre 22 mila ostetriche italiane, sottolineando il valore della revisione sistematica presentata durante l'incontro. "Questa revisione ci offre un contributo scientifico di grandissimo valore perché conferma con evidenze solide ciò che come ostetriche sosteniamo da tempo: la visita domiciliare non è una prestazione accessoria, ma una componente essenziale della continuità assistenziale”.

Benefici per madri, bambini e famiglie

I risultati illustrati durante il webinar mostrano come i programmi di home visiting siano associati a numerosi benefici: favoriscono lo sviluppo del bambino, sostengono l'allattamento al seno, migliorano il benessere psicologico materno e contribuiscono alla salute dell'intero nucleo familiare. Per la presidente della FNOPO, si tratta di evidenze che rafforzano ulteriormente il ruolo dell'ostetrica come professionista di riferimento durante tutto il percorso nascita. "La maggior parte delle esperienze analizzate è stata realizzata da professionisti sanitari, tra cui le ostetriche. Questo conferma che la nostra presa in carico è competente, continuativa e fondata sulla relazione con la donna e la famiglia”.

Una risposta alla nuova sanità territoriale

Secondo Vaccari, queste evidenze si inseriscono pienamente nel percorso di riorganizzazione dell'assistenza territoriale avviato nel nostro Paese, con le Case della Comunità, il rafforzamento dell'assistenza di prossimità e la continuità tra ospedale e territorio. In questo contesto, l'ostetrica di famiglia e di comunità può svolgere un ruolo centrale, accompagnando la donna dalla gravidanza al puerperio, sostenendo l'allattamento e offrendo un supporto continuo alla coppia e alla famiglia. "Le visite domiciliari rappresentano la naturale prosecuzione della presa in carico", ha spiegato la presidente, perché consentono di trasferire l'assistenza direttamente nell'ambiente in cui la famiglia vive e affronta le prime sfide dopo la nascita del bambino.

Superare la logica della sperimentazione

Per la FNOPO è arrivato il momento di compiere un salto di qualità. "La visita domiciliare ostetrica deve diventare una componente strutturale e strutturata del percorso nascita", ha affermato Vaccari. L'obiettivo è garantire a ogni donna una visita dopo la dimissione dall'ospedale e un percorso assistenziale costruito sui bisogni reali della madre, del neonato e della famiglia: “Non possiamo stabilire a priori due, tre o quattro visite uguali per tutti. Ogni donna e ogni famiglia hanno bisogni differenti e l'assistenza deve essere personalizzata”.

Un modello universale, ma flessibile

Tra gli aspetti messi in evidenza dalla revisione sistematica c'è anche l'efficacia del cosiddetto modello universale progressivo, che prevede un primo accesso garantito a tutte le famiglie e un'intensificazione dell'assistenza nei casi caratterizzati da maggiori fragilità. Per la presidente della Federazione si tratta di un approccio pienamente condivisibile. "È un modello che coniuga equità, appropriatezza e sostenibilità e che trova nell'ostetrica la figura professionale più adatta a intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità."

Un lavoro di rete

Le visite domiciliari, ha sottolineato Vaccari, non possono essere considerate un intervento isolato, ma devono inserirsi in un modello realmente multidisciplinare. L'ostetrica è chiamata a collaborare con pediatri, medici di medicina generale, infermieri di famiglia e di comunità, psicologi, assistenti sociali e consultori, contribuendo alla costruzione di una rete capace di offrire risposte tempestive ai bisogni delle famiglie. "Investire nelle visite domiciliari significa investire nella prevenzione, nella salute delle donne, dei bambini e delle famiglie, ma anche nella sostenibilità del Servizio sanitario nazionale", ha evidenziato la presidente.

"Quando si entra nelle case si entra in punta di piedi"

Nel corso del suo intervento Vaccari ha richiamato anche la propria esperienza nell'assistenza al parto a domicilio, soffermandosi sul valore umano e relazionale dell'home visiting. "Quando si entra nelle case si entra in punta di piedi - ha detto -. Si entra rispettando gli spazi, la storia e i bisogni delle persone”. Per questo, ha aggiunto, la formazione delle future ostetriche deve preparare anche a questo diverso modo di prendersi cura. "In ospedale le donne vengono nella casa dei professionisti sanitari. Quando invece siamo noi a entrare nella loro casa, dobbiamo avere un approccio completamente diverso, fondato sulla comunicazione e sulla relazione”.

Un diritto per tutte le donne

In conclusione, la presidente della FNOPO ha ricordato il recente via libera a un emendamento dedicato all'ostetrica di famiglia e di comunità, considerato un passaggio importante verso un futuro riconoscimento normativo più ampio della figura professionale. "L'evidenza scientifica ci indica con chiarezza la strada da seguire. Ora spetta alle istituzioni trasformare queste conoscenze in scelte organizzative e politiche", ha concluso. "La Federazione è pronta a fare la propria parte affinché le visite domiciliari ostetriche diventino un diritto esigibile per tutte le donne e per tutte le famiglie, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È proprio nel domicilio che la continuità delle cure assume il suo significato più autentico e che la prossimità si traduce in salute, sicurezza e fiducia”.

 

Si ringrazia per l'invito il Centro per la salute delle Bambine e dei Bambini

 

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