Estate significa vacanze, nuove conoscenze e maggiore libertà, ma anche qualche attenzione in più per la salute intima. Caldo, umidità, mare, piscina e costumi bagnati possono favorire infezioni e alterare l’equilibrio del microbioma vaginale. Valentina Angius, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), spiega come proteggere il benessere intimo, prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e quando è importante rivolgersi all’ostetrica evitando il fai da te.
L’estate è sinonimo di relax, vacanze e socialità. Per molte persone è anche una stagione in cui cambiano ritmi e abitudini, compresa la sfera affettiva e sessuale. Ma se da un lato aumenta il desiderio di vivere la propria sessualità con maggiore spontaneità, dall’altro caldo, umidità e stili di vita diversi possono mettere alla prova la salute intima. “La prevenzione resta il primo strumento per vivere una sessualità libera, appagante e sicura”, spiega Valentina Angius, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO). “L’estate non deve essere vissuta con timore, ma con consapevolezza. Bastano pochi accorgimenti per ridurre il rischio di infezioni e preservare il benessere dell’apparato genitale”.
Il microbioma vaginale, il primo alleato della salute intima
Il caldo e l’umidità possono modificare l’equilibrio dell’ambiente vulvo-vaginale. Secondo Angius, uno degli aspetti più importanti è proteggere il microbioma vaginale, costituito principalmente dai lattobacilli, che rappresentano la prima barriera naturale contro batteri e funghi. “L’utilizzo di detergenti troppo aggressivi o di lavande vaginali altera il pH fisiologico della vagina, favorendo la riduzione dei lattobacilli e aumentando il rischio di infezioni”, sottolinea. Le evidenze scientifiche pubblicate su Frontiers in Cellular and Infection Microbiology confermano infatti che un microbioma dominato dai lattobacilli rappresenta uno dei principali fattori di protezione contro vaginosi batterica e candidosi vulvovaginale. Anche la scelta dell’abbigliamento fa la differenza. “Con le alte temperature è preferibile indossare biancheria in cotone e abiti leggeri che favoriscano la traspirazione, evitando l’effetto occlusivo creato dai tessuti sintetici e troppo aderenti”.
Fondamentale, inoltre, mantenere una buona idratazione. “Bere a sufficienza aiuta anche a preservare la naturale lubrificazione delle mucose, riducendo il rischio di microlesioni durante i rapporti sessuali”.
Mare, piscina e costumi bagnati: cosa fare prima e dopo i rapporti
Uno degli errori più comuni è restare a lungo con il costume bagnato. “L’ambiente caldo-umido favorisce la proliferazione di funghi come la Candida e di batteri opportunisti”, spiega Angius. “Prima di un rapporto sessuale è sempre consigliabile togliere il costume bagnato, asciugare accuratamente la zona intima e, se necessario, utilizzare un lubrificante a base acquosa privo di profumi e sostanze irritanti”. Dopo il rapporto alcune semplici abitudini possono ridurre il rischio di infezioni urinarie. “Urinare entro 15-30 minuti dal rapporto è una misura raccomandata anche dalle linee guida della European Association of Urology perché favorisce l’eliminazione dei batteri eventualmente penetrati nell’uretra durante il rapporto”, ricorda la consigliera FNOPO. Anche l’igiene deve essere delicata. “È sufficiente acqua tiepida o un detergente a pH fisiologico, evitando lavaggi aggressivi. L’asciugatura deve avvenire tamponando e sempre dalla parte anteriore verso quella posteriore, per evitare il passaggio di batteri intestinali verso vagina e uretra”.
Le infezioni sessualmente trasmissibili: i falsi miti da sfatare
L’estate coincide spesso con nuove relazioni e, secondo i dati epidemiologici, nei mesi successivi aumenta il numero delle diagnosi di infezioni sessualmente trasmissibili. Tra i falsi miti più diffusi, Angius cita l’idea che il coito interrotto possa proteggere dalle infezioni o che l’acqua del mare e della piscina abbiano un effetto disinfettante. “Nessuna di queste convinzioni è corretta. Il liquido pre-eiaculatorio può contenere microrganismi responsabili della trasmissione di infezioni e l’acqua non protegge in alcun modo durante il rapporto sessuale”. Un altro equivoco riguarda la contraccezione ormonale. “Pillola, cerotto o anello prevengono gravidanze indesiderate, ma non proteggono dalle infezioni sessualmente trasmissibili. L’unico presidio efficace resta il preservativo, maschile o femminile”. Secondo i dati del CDC e dell’ECDC, proprio durante il periodo estivo il minor utilizzo dei metodi di barriera è associato all’aumento delle diagnosi di clamidia e gonorrea registrato nei mesi autunnali.
Attenzione anche alla contraccezione in viaggio
Le vacanze possono complicare anche la gestione della contraccezione ormonale. “Chi viaggia attraversando fusi orari importanti deve prestare particolare attenzione all’orario di assunzione della pillola”, spiega Angius. “Le linee guida della European Society of Contraception ricordano che la regolarità è fondamentale per mantenere l’efficacia contraccettiva”. Non solo. Le alte temperature possono compromettere la conservazione dei farmaci. “È importante non lasciare pillole, anelli o cerotti esposti al sole, nel bagagliaio dell’auto o in ambienti dove la temperatura supera quella indicata dal produttore”.
Quando evitare il fai da te
Bruciore, prurito persistente, dolore durante i rapporti, perdite vaginali anomale o sanguinamenti dopo il rapporto sono segnali che non devono essere sottovalutati. “Ricorrere automaticamente a creme avanzate da precedenti terapie o assumere antibiotici senza una diagnosi può peggiorare la situazione”, avverte Angius. “Una candidosi, una vaginosi batterica o altre infezioni richiedono trattamenti differenti e solo una valutazione clinica permette di individuare la terapia più appropriata”. L’ostetrica rappresenta un punto di riferimento per la salute sessuale femminile attraverso il counseling, la valutazione clinica, la misurazione del pH vaginale e, quando necessario, l’esecuzione di tamponi mirati o l’invio allo specialista. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea l’importanza di una diagnosi precoce per prevenire complicanze come malattia infiammatoria pelvica, dolore pelvico cronico e infertilità.
L’ostetrica: un riferimento in tutte le stagioni della vita
“La figura dell’ostetrica non accompagna la donna soltanto durante la gravidanza”, conclude Angius. “È una professionista della salute sessuale e riproduttiva che offre ascolto, consulenza contraccettiva, educazione alla prevenzione e screening, aiutando ogni donna a vivere la propria sessualità in modo libero, consapevole e sicuro, in estate come durante tutto l’anno”.
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