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Allattamento, FNOPO: "Rafforziamo ciò che funziona per un inizio sostenibile della vita"

Pubblicato il 30/09/2026
Pubblicato in: Comunicati stampa
Allattamento, FNOPO:

In occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento 2026, le consigliere FNOPO Paola Lubinu e Anna Domenica Mignuolli richiamano l’importanza di consolidare le pratiche efficaci nei primi 1000 giorni di vita: dal counseling competente alla continuità assistenziale, dagli ambulatori della Gravidanza a Basso Rischio Ostetrico alle visite domiciliari in puerperio. In Italia l’allattamento esclusivo a 4-5 mesi sale al 39,3%, mentre il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 inserisce la promozione della salute nei primi 1000 giorni tra i Programmi Predefiniti.

 

«Allattare per un inizio sostenibile della vita: rafforziamo ciò che funziona». È questo il tema della Settimana Mondiale dell’Allattamento (SAM) 2026, che segna il terzo ciclo della campagna globale legata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. A sottolinearlo è Paola Lubinu, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), che evidenzia come lo slogan scelto per il 2026 non rappresenti soltanto una dichiarazione di intenti, ma individui una precisa direzione politica e assistenziale. «Lo slogan non è soltanto una dichiarazione di intenti, ma indica una direzione politica e assistenziale ben precisa e richiama i sistemi sanitari alla responsabilità di monitorare i risultati, verificarne l’efficacia e consolidare i percorsi che generano salute». A livello mondiale, gli sforzi compiuti negli ultimi anni hanno prodotto risultati importanti. «I tassi di allattamento esclusivo hanno raggiunto il 47%, avvicinandosi all'obiettivo del 50% fissato dall’Assemblea Mondiale della Sanità per il 2025 e rilanciando la sfida verso il nuovo traguardo del 60% entro il 2030», osserva Lubinu. Ma, aggiunge, il quadro internazionale resta caratterizzato da forti differenze. «Permangono profonde disuguaglianze tra i diversi Paesi e molte famiglie incontrano ancora ostacoli nel ricevere il sostegno necessario in un momento delicato come la nascita di un figlio».

In Italia crescono i tassi di allattamento esclusivo

Anche sul fronte nazionale, tuttavia, i dati restituiscono segnali incoraggianti. «In Italia i segnali sono incoraggianti», sottolinea Anna Domenica Mignuolli, consigliera FNOPO. I dati della Sorveglianza 0-2 anni sui determinanti di salute, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), mostrano infatti un incremento della percentuale di bambini allattati in modo esclusivo nella fascia 4-5 mesi. «La percentuale di bambini allattati in modo esclusivo nella fascia 4-5 mesi è salita al 39,3%, rispetto al 30% della rilevazione del 2022». Un aumento che, pur in presenza di differenze tra le diverse aree del Paese, «è diffuso su tutto il territorio nazionale». Per Mignuolli, il dato rappresenta anche una conferma del valore degli interventi messi in campo negli anni. «Questo successo dimostra l’efficacia degli investimenti fatti negli anni in termini di counseling competente, sostegno alle famiglie e iniziative per rendere i servizi alleati dell’allattamento». Un percorso che trova oggi una nuova collocazione anche nella programmazione nazionale della prevenzione. «Se nel Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025 la promozione della salute nei primi 1000 giorni era un programma libero, il nuovo PNP 2026-2031 lo inserisce come Programma Predefinito».

I primi 1000 giorni e il ruolo delle ostetriche

All’interno di questa cornice istituzionale, spiega Mignuolli, trovano spazio «azioni di comprovata efficacia che vanno dal periodo preconcezionale ai primi due anni di vita del bambino, valorizzando pienamente la professionalità ostetrica». Tra gli interventi indicati rientrano gli incontri di accompagnamento alla nascita (IAN), considerati «momenti chiave in gravidanza per informare e orientare le scelte consapevoli delle famiglie», e gli ambulatori della Gravidanza a Basso Rischio Ostetrico (BRO). «Gli ambulatori della Gravidanza a Basso Rischio Ostetrico (BRO), gestiti direttamente dalle ostetriche, garantiscono continuità assistenziale e salute di prossimità». La continuità, prosegue la consigliera FNOPO, deve essere assicurata anche dopo la dimissione ospedaliera. «È fondamentale la presa in carico precoce alla dimissione ospedaliera e la continuità delle cure attraverso visite domiciliari in puerperio da parte dell’ostetrica di comunità». Tra le azioni da consolidare rientra inoltre «l’implementazione del modello degli Ospedali e delle Comunità Amici dei Bambini e delle Bambine (BFHI/BFCI) secondo il modello OMS/UNICEF».

«Investire in ciò che funziona significa dare continuità alle buone pratiche»

Il tema scelto per la SAM 2026, osserva Lubinu, porta dunque a interrogarsi non soltanto su ciò che deve ancora essere costruito, ma anche sulle esperienze che hanno già dimostrato la propria efficacia. «Investire in ciò che funziona significa dare continuità a queste pratiche, un counseling qualificato, la protezione della maternità, la creazione di ambienti di lavoro favorevoli e reti di supporto comunitario». Perché sostenere l’allattamento non può essere responsabilità di un solo professionista o di un solo servizio. «La SAM 2026 chiama a raccolta tutti gli attori, professionisti sanitari, istituzioni, comunità e famiglie, per consolidare una rete stabile, integrata e coordinata». Una rete che, nella prospettiva della FNOPO, deve mettere al centro la salute materno-infantile e il diritto delle famiglie a ricevere informazioni e sostegno adeguati. «L’allattamento è un pilastro della salute materno-infantile e una risorsa cardine in una prospettiva di sostenibilità globale», sottolinea Lubinu. «Promuovere l’allattamento significa fare prevenzione primaria, tutelare la salute delle generazioni future e garantire equità nell’accesso alle cure».

La sostenibilità non è solo ambientale

Il concetto di sostenibilità, aggiunge Mignuolli, deve essere letto in una prospettiva più ampia. «Come evidenziato da OMS e UNICEF, questi interventi generano benefici sanitari, sociali ed economici insostituibili». «La sostenibilità, infatti, non è solo ambientale, ma riguarda la tenuta dei sistemi sanitari, la protezione sociale e la giustizia d'accesso ai servizi». In questa prospettiva, promuovere l’allattamento non equivale semplicemente a fornire una raccomandazione alla donna, ma significa costruire le condizioni affinché ogni famiglia possa affrontare il percorso con un sostegno adeguato. «Promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento non significa semplicemente invitare una donna ad allattare. Significa costruire intorno a lei un ecosistema sicuro, dove possa essere accompagnata in modo competente, continuativo e rispettoso delle sue scelte e dei suoi bisogni».

L’impegno delle ostetriche

È proprio sulla necessità di consolidare una rete capace di accompagnare la donna e la famiglia nei diversi momenti del percorso che si concentra l’impegno della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica. La FNOPO ribadisce l'impegno delle ostetriche italiane nel valorizzare le proprie competenze professionali, consolidare le buone pratiche e stringere alleanze con le istituzioni e le famiglie. Un impegno che si inserisce nella più ampia strategia di promozione della salute nei primi 1000 giorni e che richiama alla responsabilità condivisa tutti gli attori coinvolti. “Si tratta di tutti quei diritti fondamentali per mamme e bambini, per la salute – spiega la Presidente della FNOPO Silvia Vaccari -. Del diritto all’informazione, alla partecipazione, all’accesso equo, alla protezione, alla possibilità di usufruire di un Sistema che assicuri continuità, che accompagni e non abbandoni, Perché - conclude la presidente Vaccari - garantire un inizio di vita sostenibile è una responsabilità collettiva» .

 

 

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