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Incontinenza, FNOPO: "La multidisciplinarietà deve diventare una pratica quotidiana, non un principio teorico"

Pubblicato il 25/06/2026
Pubblicato in: Comunicati stampa
Incontinenza, FNOPO:

In occasione della XXI Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza, promossa da FINCOPP al Ministero della Salute, la presidente della FNOPO Silvia Vaccari richiama l'attenzione sulla necessità di costruire percorsi assistenziali realmente integrati. "Lavorare insieme non basta: servono professionisti formati, obiettivi condivisi e un'assistenza personalizzata sui bisogni delle donne".

 

L'incontinenza e le disfunzioni del pavimento pelvico non possono più essere affrontate da una singola figura professionale. Servono competenze diverse che lavorino insieme in modo strutturato, mettendo davvero al centro la persona e i suoi bisogni di salute. È il messaggio lanciato da Silvia Vaccari, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), intervenuta alla XXI Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza, promossa da FINCOPP e ospitata presso il Ministero della Salute. Al fianco della presidente Vaccari era presente anche la consigliera FNOPO Cristina Panizza, esperta di riabilitazione del pavimento pelvico. Nel corso della tavola rotonda dedicata al ruolo delle professioni sanitarie, Vaccari ha sottolineato come la multidisciplinarietà rappresenti oggi uno degli elementi fondamentali per garantire qualità e appropriatezza delle cure.

Oltre la collaborazione, serve una vera presa in carico integrata

"Parlare oggi di multidisciplinarietà significa parlare di qualità delle cure", ha affermato la presidente FNOPO. "I bisogni di salute sono sempre più complessi e richiedono competenze diverse che sappiano dialogare tra loro, superando la frammentazione degli interventi, rispettando le competenze distintive di ogni professione." L'incontinenza rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa complessità. In Italia interessa circa cinque milioni di persone, soprattutto donne, e non comporta soltanto un problema clinico. Ha ripercussioni sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali, sull'attività lavorativa e spesso induce le persone a rimandare la richiesta di aiuto per vergogna o perché considerano questi disturbi una conseguenza inevitabile dell'età o della maternità. "Per questo - ha spiegato Vaccari - la multidisciplinarietà deve tradursi in percorsi strutturati e in una reale presa in carico integrata. Lavorare insieme non basta: occorre lavorare bene, condividendo obiettivi, responsabilità e competenze, con un fine comune che è la tutela della salute delle donne attraverso un'assistenza realmente personalizzata, costruita sui bisogni della singola persona."

Il ruolo delle ostetriche nella prevenzione

Nel suo intervento, la presidente della FNOPO ha ricordato il contributo specifico delle ostetriche lungo tutto l'arco della vita della donna. "La prevenzione non può iniziare soltanto durante la gravidanza. Deve partire molto prima, già in età scolare. Come professione siamo impegnate anche nelle scuole elementari per promuovere corretti stili di vita e insegnare ai bambini e alle bambine, insieme ai docenti, l'importanza di ascoltare il proprio corpo e di non rimandare lo stimolo di andare in bagno. È da questi piccoli gesti quotidiani che si costruisce la salute del pavimento pelvico e si possono prevenire problemi futuri. La gravidanza, il parto e il puerperio rappresentano momenti particolarmente delicati per la salute del pavimento pelvico. Le evidenze scientifiche dimostrano che la prevenzione e l'intervento precoce possono ridurre il rischio di problemi persistenti nel tempo." Da qui la proposta di inserire sistematicamente la valutazione del pavimento pelvico all'interno dei percorsi nascita, affinché ogni donna possa ricevere informazioni, counselling e un'adeguata valutazione durante la gravidanza e nel post partum. "Ma dobbiamo fare un passo in più. La valutazione del pavimento pelvico dovrebbe entrare a far parte dei percorsi di prevenzione anche al di fuori della gravidanza, per conoscere la condizione di partenza di ogni donna. Solo così possiamo accompagnarla durante la gravidanza, il parto e il puerperio e intervenire precocemente con azioni correttive quando necessario. Dobbiamo investire soprattutto sulla prevenzione, perché è sempre meglio prevenire un danno piuttosto che intervenire quando il problema è già presente." "L'ostetrica può svolgere un ruolo fondamentale nell'individuazione precoce dei fattori di rischio, nell'educazione alla salute pelvica e nell'orientamento della donna verso gli altri professionisti quando necessario", ha sottolineato.

Ambulatori multiprofessionali e Case della Comunità

Secondo la presidente della FNOPO, il modello organizzativo dovrebbe evolvere verso ambulatori multiprofessionali dedicati alle disfunzioni del pavimento pelvico. "La donna non dovrebbe essere costretta a costruire da sola il proprio percorso di cura. È il sistema che deve garantire una presa in carico unitaria, nella quale ostetriche, infermieri, fisioterapisti, ginecologi, urologi, proctologi e psicologi lavorino in modo coordinato." In questa prospettiva, anche le Case della Comunità previste dal DM 77 rappresentano un'opportunità per costruire reti territoriali stabili, capaci di assicurare continuità assistenziale, prevenzione e follow-up.

Formazione e qualità: il ruolo delle Federazioni

Vaccari ha richiamato anche la responsabilità delle Federazioni nazionali nel sostenere questo cambiamento culturale e organizzativo. "Le Federazioni hanno il compito di promuovere una formazione continua e qualificata, favorire il confronto tra le professioni, garantire elevati standard di competenza e contribuire alla costruzione di modelli organizzativi che rendano la multidisciplinarietà una pratica quotidiana e non un principio teorico". Per la presidente della FNOPO, soltanto professionisti adeguatamente formati e capaci di lavorare in équipe possono offrire risposte realmente efficaci ai bisogni delle persone.

Superare il tabù dell'incontinenza

Accanto agli aspetti organizzativi, resta centrale il tema dell'informazione. "Molte donne non sanno che l'incontinenza può essere prevenuta o trattata", ha ricordato Vaccari, sottolineando l'importanza di campagne educative condivise tra tutte le professioni sanitarie per favorire una maggiore consapevolezza e un accesso più tempestivo ai servizi. "La multidisciplinarietà non è una scelta organizzativa, ma una responsabilità professionale e una risposta concreta ai bisogni delle persone", ha concluso la presidente della FNOPO. "Il nostro compito è trasformarla da principio teorico a pratica quotidiana, affinché ogni donna possa ricevere cure appropriate, integrate e realmente centrate sui propri bisogni di salute." Al termine del suo intervento, la presidente della FNOPO ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare a Francesco Diomede, presidente nazionale della FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico), per il costante impegno nella sensibilizzazione sull'incontinenza e sulle disfunzioni del pavimento pelvico, sottolineando l'importanza della collaborazione tra associazioni, istituzioni e professioni sanitarie per promuovere una cultura della prevenzione e della presa in carico integrata.

 

 

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