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Workshop “Le Disfunzioni del Pavimento Pelvico in Ostetricia e Ginecologia: dalla tradizione all’innovazione”

Pubblicato il 13/02/2026
Pubblicato in: Comunicati stampa
Workshop “Le Disfunzioni del Pavimento Pelvico in Ostetricia e Ginecologia: dalla tradizione all’innovazione”

Relazione della Presidente Silvia Vaccari

Palermo, 13–14 febbraio 2026

La tutela della salute materna non si esaurisce con il parto. Il periodo post-partum rappresenta una fase cruciale nella vita della donna, non solo sul piano fisico ma anche psicologico e relazionale.

È un tempo delicato che richiede un’assistenza qualificata, continua e fondata su evidenze scientifiche aggiornate.

In questo contesto, la sorveglianza perineale post-partum assume un ruolo strategico, ancora troppo spesso sottovalutato, nonostante l’impatto diretto che le condizioni del perineo possono avere sulla qualità della vita femminile nel breve, medio e lungo periodo.

Il ruolo specifico e insostituibile dell’ostetrica

L’ostetrica è la professionista sanitaria di riferimento nel continuum nascita–post-partum. Le sue competenze cliniche, educative e relazionali la rendono centrale nella valutazione della cicatrizzazione perineale, nell’individuazione precoce di segni di infezione o complicanze, nella gestione del dolore, nell’educazione all’igiene intima e alla cura del perineo, nella promozione della riabilitazione del pavimento pelvico e nel supporto alla ripresa della vita quotidiana, sessuale e relazionale.

L’area perineale è un distretto ad alta tensione emotiva. In essa si intrecciano affinità embriologiche, contiguità anatomiche, correlazioni endocrine e funzionali, ma anche significati simbolici profondi. Le funzioni urinarie, riproduttive e sessuali sono strettamente connesse, e il perineo diventa luogo di sintesi tra dimensione corporea e identitaria. L’ostetrica sostiene la donna in un percorso di consapevolezza e recupero della propria potenzialità, della femminilità e dell’identità.

La International Confederation of Midwives riconosce esplicitamente la responsabilità dell’ostetrica nella prevenzione e gestione delle complicanze post-natali, sottolineando l’importanza di un follow-up strutturato e personalizzato. Le evidenze dimostrano che un’assistenza ostetrica continuativa nel post-partum riduce l’incidenza di complicanze tardive e migliora gli esiti di salute.

Continuità assistenziale e approccio multidisciplinare

La sorveglianza perineale rappresenta uno strumento di prevenzione primaria e secondaria. Intercettare precocemente condizioni che potrebbero cronicizzarsi significa tutelare la qualità della vita delle donne e contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario.

La presa in carico richiede un lavoro multidisciplinare e interdisciplinare che coinvolga, accanto all’ostetrica, ginecologi, urologi, chirurghi, proctologi, fisiatri, neurologi, sessuologi, dietologi, infermieri, fisioterapisti, osteopati e psicologi. Ogni professionista arricchisce il percorso diagnostico, terapeutico e preventivo con le proprie competenze specifiche.

Tra i principali fattori di rischio per le disfunzioni perineali rientrano gravidanza e parto, età, obesità, stitichezza, infezioni vaginali e urinarie, diabete, malattie neurologiche, difetti congeniti, interventi chirurgici e debolezza muscolare. È compito degli operatori sanitari attivare interventi informativi ed educativi affinché la donna apprenda strategie efficaci per la tutela della salute del pavimento pelvico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la International Continence Society raccomandano competenze e comportamenti orientati a un espletamento fisiologico della gravidanza e del parto, al fine di garantire la conservazione della salute perineale.

Prevenzione del danno perineale: dalla gravidanza al puerperio

La prevenzione inizia prima del parto. Programmi di educazione e informazione, percorsi educativi-riabilitativi individuali e collettivi, incontri di accompagnamento alla nascita e interventi di promozione della salute rappresentano strumenti fondamentali.

In gravidanza è essenziale favorire l’acquisizione di corrette abitudini minzionali e intestinali, promuovere esercizi di rinforzo come gli esercizi di Kegel, incoraggiare attività fisica dolce mirata, educare a una dieta equilibrata e a un adeguato apporto di liquidi. Il massaggio perineale costituisce un valido strumento preventivo delle lacerazioni.

Durante il travaglio e il parto, strategie assistenziali rispettose della fisiologia – libertà di movimento, posizioni verticali, utilizzo dell’acqua, impacchi caldi perineali, rispetto dei premiti spontanei, limitazione delle manovre invasive – contribuiscono a ridurre il rischio di trauma perineale. L’eventuale episiotomia deve essere praticata solo se necessaria, nella sede e nel momento opportuno, e la sutura delle lacerazioni deve essere trattata come un vero atto chirurgico.

Nel puerperio, la prevenzione del danno perineale passa attraverso cure igieniche adeguate, controllo del dolore, sorveglianza clinica, incontri informativi collettivi e valutazione del rischio individuale. La mobilizzazione precoce e corrette indicazioni sulla gestione della diuresi e dell’evacuazione completano il percorso assistenziale.

La Perineal Card come strumento di screening

Tra gli strumenti operativi si colloca la “Perineal Card”, scheda clinica ostetrica per la rilevazione precoce del rischio di danno perineale. Attraverso l’attribuzione di punteggi ai fattori di rischio legati alla gravidanza, al parto e allo stato perineale, la donna viene collocata in fasce di rischio (R1, R2, R3), che orientano la gestione assistenziale e riabilitativa.

Le versioni sviluppate in ambito T.O.P.P. e GOIPP si configurano come strumenti di screening del rischio, focalizzati sulla quantificazione dei fattori predisponenti. La SIUD PPD Card integra invece una componente longitudinale, con monitoraggio delle disfunzioni a 3, 6 e 12 mesi, includendo indicatori concreti di disfunzione pelvica come incontinenza urinaria o anale, prolasso, dolore e dispareunia.

Tutte queste schede rappresentano strumenti clinici utili per la valutazione del rischio o delle conseguenze delle disfunzioni pelviche dopo il parto, con differenze di impostazione ma un obiettivo comune: intercettare precocemente il bisogno e orientare la presa in carico.

Conclusioni

Il danno ostetrico perineale non sempre può essere evitato, ma può certamente essere limitato attraverso strategie preventive, assistenza qualificata e terapie integrate.

“Perineal Card” significa “Perineal Care”, e dunque “Midwifery Care”: un modello assistenziale ostetrico fondato su competenze specifiche, aggiornamento continuo delle evidenze, attenzione ai contesti sociali e sanitari e nuovi approcci alla salute della donna lungo tutto l’arco della vita.

La sorveglianza perineale non è un atto accessorio, ma parte integrante della responsabilità professionale ostetrica e della tutela della salute materna.

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