Dai consultori ai corsi di accompagnamento alla nascita, fino alle scuole: l’ostetrica può intercettare precocemente situazioni di fragilità e violenza. La presidente FNOPO Silvia Vaccari: “Ascolto, prevenzione e lavoro in rete sono strumenti fondamentali per tutelare donne e bambine”
La prevenzione della violenza e delle molestie passa anche dalla capacità di ascoltare, intercettare i segnali di disagio e costruire una rete tra professionisti, istituzioni e territorio. È questo il contributo che la professione ostetrica può offrire nel contrasto alla violenza di genere, grazie alla presenza capillare nei consultori familiari, nei percorsi nascita, nelle scuole e nei servizi sanitari. A sottolinearlo è Silvia Vaccari, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), intervenuta a margine dell’incontro dedicato alla presentazione dell’Osservatorio Permanente Zero Molestie, ospitato il 23 settembre alla Camera dei deputati, accompagnata dal segretario FNOPO, Elsa Del Bo. L’iniziativa punta a costruire una rete nazionale per la prevenzione e la tutela della dignità, mettendo in relazione istituzioni, professionisti, associazioni e parti sociali.
“La rete può fare la differenza”
“La rete tra istituzioni, ordini professionali e parti sociali può fare la differenza rispetto alle azioni dei singoli”, sottolinea Vaccari. In questo percorso, secondo la presidente FNOPO, gli ordini professionali e le federazioni possono svolgere un ruolo importante proprio nella costruzione di collegamenti tra competenze diverse. “Noi abbiamo già stipulato un patto d’intesa con l’Ordine nazionale degli assistenti sociali”, ricorda. Un’alleanza che si inserisce in una visione più ampia: la prevenzione non può essere affidata a un’unica professione o a un singolo servizio, ma richiede una collaborazione stabile tra chi, a vario titolo, entra in contatto con le donne e con le famiglie.A questa rete devono poter partecipare anche le Forze dell’Ordine, i Centri antiviolenza, i rappresentanti dei cittadini e tutte le realtà che, sul territorio, possono contribuire a riconoscere precocemente le situazioni di rischio e ad accompagnare le persone nei percorsi di tutela. È questa integrazione tra dimensione sanitaria e sociale, insieme alla collaborazione con il sistema della protezione e della sicurezza, a rendere concreta l’integrazione sociosanitaria.
Dai consultori alle scuole, il ruolo dell’ostetrica
L’ostetrica, osserva Vaccari, occupa una posizione particolarmente significativa all’interno del sistema sanitario perché intercetta in diverse fasi della vita i bisogni di salute delle donne. “È una professione assolutamente privilegiata nel sistema sanitario, perché è quella che intercetta principalmente i bisogni di salute delle donne, ma soprattutto accoglie nei consultori familiari e nelle sale parto tutte le problematiche legate alla famiglia e non solo”. I momenti di incontro con le donne sono numerosi: dai corsi di accompagnamento alla nascita alle attività di educazione e informazione nelle scuole. Occasioni che possono diventare anche spazi di prevenzione e di ascolto. “Già i corsi di accompagnamento alla nascita e le attività che vengono svolte anche nelle scuole dalle ostetriche, attraverso l’informazione sulla salute delle donne e dei bambini e delle bambine, rappresentano importanti occasioni di prevenzione”, spiega la presidente FNOPO. Ma il valore aggiunto della professione, secondo Vaccari, è soprattutto nella capacità di ascoltare.
“Saper ascoltare e intercettare i segnali”
“Quello che è il nostro lavoro è saper ascoltare le persone e intercettare quelli che possono essere piccoli episodi di cambiamento”, afferma. Una capacità che diventa particolarmente importante quando si entra in contatto con situazioni di fragilità che possono riguardare non soltanto la dimensione familiare, ma anche quella sociale. “È una professione in ascolto, che si mette in rete con tutte le professioni sanitarie e non solo”. L’obiettivo non è sostituirsi ai servizi e alle altre competenze, ma riconoscere i segnali, accompagnare la persona e attivare, quando necessario, i percorsi più appropriati. In questa prospettiva, la rete deve essere costruita prima che l'emergenza si manifesti, attraverso rapporti strutturati tra servizi sanitari e sociali, professionisti e realtà territoriali.
Il consultorio come luogo di ascolto e protezione
In questa prospettiva, il consultorio familiare rappresenta un presidio particolarmente importante. Per una giovane ragazza può diventare un primo punto di riferimento nel quale trovare ascolto e incontrare professionisti diversi. “L’ostetrica è molto preparata e lavora insieme ad altri professionisti: la psicologa, la ginecologa, l’assistente sociale, gli educatori e non solo”, spiega Vaccari. La presa in carico, quindi, può tradursi in un progetto condiviso, capace di andare oltre la semplice accoglienza. “Possono costruire un progetto non solo di accoglienza e accompagnamento, ma anche di tutela”, sottolinea la presidente FNOPO. Perché questo percorso sia efficace, la dimensione sanitaria deve dialogare con quella sociale e con gli altri nodi della rete territoriale: Forze dell’Ordine, Centri antiviolenza, associazioni, rappresentanti dei cittadini e istituzioni. L’integrazione sociosanitaria diventa così uno strumento per evitare che la persona debba affrontare da sola il passaggio da un servizio all’altro e per favorire una risposta coordinata ai diversi bisogni. Un lavoro particolarmente delicato quando riguarda ragazze e giovani donne alle prese con paure, cambiamenti fisici e con la costruzione della propria identità.
“Tutti insieme possiamo fare qualcosa di utile”
La prevenzione della violenza richiede dunque una rete capace di mettere insieme competenze sanitarie e sociali, istituzioni e associazioni. Non solo professionisti sanitari, dunque, ma una comunità di soggetti chiamati a condividere informazioni, competenze e responsabilità, nel rispetto dei diversi ruoli: dalle Forze dell’Ordine ai Centri antiviolenza, dai servizi sociali alle associazioni e ai rappresentanti dei cittadini. Un approccio che per FNOPO si traduce anche nella volontà di costruire protocolli e collaborazioni. “Il nostro impegno è costante. Ci piace stipulare protocolli con le diverse associazioni che si occupano di questi temi, perché riteniamo che tutti insieme si possa fare qualcosa di utile”, conclude Vaccari. È proprio nella capacità di fare rete prima che una situazione di disagio diventi emergenza che la professione ostetrica può offrire un contributo concreto alla prevenzione: attraverso l’ascolto quotidiano, la presenza nei servizi e la collaborazione con le altre figure professionali. Una rete realmente efficace è quindi una rete integrata, nella quale sanitario e sociale non procedano su binari separati e nella quale anche chi opera nella protezione, nella sicurezza e nella tutela dei diritti possa contribuire a costruire percorsi tempestivi e coordinati.
Positivo
Sufficiente
Negativo
Utilità
Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica
Piazza Tarquinia 5/d 00183 Roma
Tel.: 067000943
PEC: Posta Elettronica Certificatapresidenza@pec.fnopo.it
Email: Email Ordinariapresidenza@fnopo.it
Email: Email Ordinariasegreteria@fnopo.it
Orario apertura linea telefonica:
Lunedì-Venerdì 10.00/13.00 - 14.00/15.00
Fatturazione Elettronica
Codice Univoco ufficio: UFOB5V
Nome dell'ufficio: Uff_eFatturaPA
Cod. fisc. del servizio di F.E.: 80181890585
Seguici su ?php echo $query_lista_social['nome'];?> ?php echo $query_lista_social['nome'];?>
Privacy & Cookie Policy Privacy & Cookie Policy
Dichiarazione di accessibilità Dichiarazione di accessibilità
Informativa dati personali iscritti Informativa dati personali iscritti
Informativa dati personali formazione Informativa dati personali formazione
Informativa dati personali dipendenti, consulenti, collaboratori e fornitori Informativa dati personali dipendenti, consulenti, collaboratori e fornitori
Modulo per l'esercizio dei diritti degli interessati Modulo per l'esercizio dei diritti degli interessati
Progetto conformità siti web PA di
Powered by Acainfo
ACTAINFO
ActaGov qualificato da AGID e ACN
sviluppato con il software cloud SaaS ActaGov qualificato da AGID e ACN