La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO) piange la scomparsa di Maria Barletta, Ostetrica, maestra di professione e di vita, donna che ha attraversato un secolo di storia con lo sguardo sempre rivolto alla salute delle donne, dei bambini e della comunità.
Si definiva con ironia “terrona”, ma Mantova – la città che l’aveva accolta nel 1957, quando a soli 19 anni vi giunse per frequentare la Scuola di Ostetricia – l’aveva riconosciuta da tempo come una delle sue figlie più autorevoli. Proprio Mantova le aveva conferito uno dei suoi più alti riconoscimenti civici, sottolineando come Maria Barletta avesse saputo conquistare il cuore della città con il suo impegno professionale, umano e culturale, diventando “mantovana a tutti gli effetti”. Era l’unica donna premiata in quell’occasione e la prima Ostetrica in assoluto a ricevere tale onorificenza.
Nel corso della sua lunga vita professionale, Maria Barletta ha incarnato l’essenza più autentica dell’essere Ostetrica. A testimoniarlo non sono solo i numerosi riconoscimenti ricevuti, tra cui il titolo di Cavaliere al Merito del Lavoro, conferitole dal Presidente della Repubblica, ma soprattutto l’impronta profonda lasciata nella professione, in Italia e in Europa. Dal 1990 è stata delegata per la professione ostetrica presso l’Unione Europea, contribuendo alla nascita di 38 gruppi di studio e a numerose pubblicazioni, tutte rese volutamente accessibili e gratuite, perché – come amava ricordare – la conoscenza doveva essere patrimonio di ogni strato della società, soprattutto di quelli più fragili.
Alla FNOPO Maria Barletta ha sempre riconosciuto un ruolo fondamentale nel proprio percorso: una Federazione che l’ha sostenuta e accompagnata, e alla quale lei stessa ha restituito visione, competenza e passione. Non a caso, la Federazione le aveva recentemente dedicato una medaglia e una pergamena, segni tangibili di una gratitudine profonda e condivisa.
Anche dopo il pensionamento, Maria Barletta non ha mai smesso di essere “in prima linea”. Fino agli ultimi anni si è dedicata a progetti rivolti alla terza età, ricordando a tutti che vivere più a lungo non basta: occorre vivere meglio, con dignità e salute. La sua carriera ha attraversato due millenni e profonde trasformazioni della professione, dalla quale ha sempre preteso competenza, responsabilità e umanità. Tra i passaggi storici che più l’avevano segnata, ricordava la legge 194, che aveva salvato la vita a tante donne, sottraendole alla tragedia degli aborti clandestini che lei stessa aveva visto, da Ostetrica, nei reparti di patologia ostetrica.
Alle nuove generazioni lasciava un messaggio semplice e potente: sceglierebbe ancora, sempre, la professione ostetrica, perché proprio indossando quel camice aveva vissuto le emozioni più profonde della sua esistenza. E, anche quando il camice era ormai appeso al chiodo, non aveva smesso di sognare: una Casa della Salute della Donna e del Bambino, a conduzione ostetrica, capace di accogliere gravidanze e nascite fisiologiche in un luogo pensato per le donne e le famiglie.
Con la scomparsa di Maria Barletta, la FNOPO perde una figura di riferimento, una testimone autorevole della storia della professione e una donna che ha saputo unire rigore scientifico, impegno civile e profonda umanità. Il suo esempio continuerà a vivere nel lavoro quotidiano delle Ostetriche e degli Ostetrici italiani, chiamati a custodire e rinnovare quello spirito che lei stessa indicava come imprescindibile: avere a cuore la salute di ogni essere umano e prendersene cura.