Dalla valorizzazione del ruolo delle ostetriche alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale, passando per salute riproduttiva, sostegno alla genitorialità e prevenzione della violenza ostetrica. Al Congresso nazionale SIMP la FNOPO ha portato il contributo della professione ostetrica nel dibattito sul futuro del percorso nascita in Italia.
Denatalità, sicurezza dei punti nascita, organizzazione dell’assistenza territoriale, qualità delle cure e prevenzione della violenza ostetrica. Sono stati questi alcuni dei temi che hanno attraversato il 25° Congresso Nazionale Agorà della SIMP, la Società Italiana di Medicina Perinatale, appena concluso e dedicato alle trasformazioni che stanno interessando il percorso nascita nel nostro Paese. Un confronto multidisciplinare che ha riunito professionisti sanitari, società scientifiche, istituzioni e mondo accademico con l’obiettivo di riflettere sulle nuove sfide della salute materno-infantile e sull’evoluzione dei modelli assistenziali. L’evento ha voluto sottolineare il valore dell’integrazione multidisciplinare, unendo le più recenti evidenze scientifiche a raccomandazioni pratiche per la gestione della sala parto, la prevenzione della prematurità e il trattamento delle patologie neonatali. Nel corso dei lavori è stato inoltre evidenziato il ruolo centrale della formazione continua per medici, ostetriche e professionisti sanitari coinvolti nel percorso nascita. Tra i protagonisti dei lavori congressuali anche la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), rappresentata dalla presidente Silvia Vaccari, accompagnata dalla consigliera Letizia Carotenuto e dal segretario Elsa Del Bo.
“C’è ancora molto lavoro da fare”
Nel corso dell’apertura dei lavori, Silvia Vaccari ha richiamato l’importanza di rafforzare il dialogo tra professionisti sanitari, istituzioni, accademia e ricerca per affrontare le trasformazioni che interessano oggi il percorso nascita. La presidente della FNOPO ha sottolineato come il lavoro multidisciplinare debba svilupparsi nel rispetto delle competenze specifiche di ogni figura professionale. “C’è soprattutto molto lavoro da fare su questi temi, nel rispetto delle competenze distintive di ogni professionista”, ha dichiarato. Vaccari ha poi evidenziato il percorso avviato insieme alla Commissione nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, alla rappresentanza medica e ai gruppi tecnici per rafforzare la qualità della formazione e renderla sempre più adeguata ai bisogni assistenziali emergenti. “Stiamo lavorando attentamente con la Commissione nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, con la rappresentanza medica e con il gruppo tecnico proprio per rendere la nostra formazione sempre più attenta, più informata e più performante”. Un passaggio importante del suo intervento è stato dedicato anche alla crescita della ricerca all’interno della professione ostetrica e al consolidamento del percorso accademico della categoria. “Oggi possiamo contare su ricercatori professori associati della nostra famiglia professionale, su moltissime dottorande e dottorandi che speriamo possano garantire un importante sviluppo anche nel futuro”. La presidente della FNOPO ha infine ricordato che al centro del sistema deve rimanere sempre il cittadino, insieme alla qualità dell’assistenza e al ruolo delle società scientifiche nel promuovere il miglioramento continuo delle cure. Nel suo intervento, la presidente della FNOPO ha ribadito il valore strategico della professione ostetrica all’interno dei percorsi di salute della donna e della famiglia. “Investire sulle ostetriche significa investire sulla salute delle donne, delle coppie e delle famiglie. Ma possiamo farlo soltanto insieme”.
Denatalità e nuovi modelli assistenziali
Tra i momenti centrali del congresso anche la tavola rotonda “Percorso nascita in Italia all’epoca della denatalità”, dedicata alle trasformazioni che stanno interessando il sistema nascita italiano. Nel suo intervento, Silvia Vaccari ha illustrato il lavoro sviluppato dalla FNOPO insieme alle ricercatrici e ai professionisti della famiglia professionale ostetrica per costruire proposte operative capaci di sostenere natalità, genitorialità e accessibilità delle cure. Tra i punti affrontati figurano il rafforzamento strutturato delle ostetriche sul territorio, l’ostetrica di famiglia e di comunità, l’home visiting, il potenziamento degli ambulatori ostetrici e dei consultori. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla necessità di ampliare l’accesso ai servizi, soprattutto per le donne che vivono difficoltà nel raggiungere le strutture ospedaliere. La presidente FNOPO ha inoltre sottolineato il ruolo dell’ostetrica nei percorsi di procreazione medicalmente assistita e in quelli oncologici femminili, evidenziando l’importanza di figure professionali capaci di accompagnare le donne anche nella comprensione dei cambiamenti fisici, psicologici e relazionali legati alla malattia.
Educazione alla fertilità e sostegno alla genitorialità
Nel corso del confronto si è parlato anche di salute preconcezionale, educazione alla fertilità e salute riproduttiva nei contesti scolastici. Secondo la FNOPO è necessario investire maggiormente in percorsi educativi rivolti ai giovani sui temi della sessualità, dell’affettività e della genitorialità, insieme a politiche economiche e lavorative capaci di sostenere concretamente la scelta di avere figli. Tra i temi affrontati anche il ruolo paterno e la necessità di favorire una partecipazione più concreta dei padri nel percorso nascita e nella vita familiare.
Sicurezza dei punti nascita
Nel suo intervento, Silvia Vaccari ha richiamato anche il tema della sicurezza dei punti nascita e dell’organizzazione assistenziale. “Il mantenimento dei punti nascita non può passare soltanto attraverso la simulazione, ma deve passare attraverso il fare”, ha affermato. “Abbiamo il dovere politico, ma soprattutto clinico, di garantire sicurezza alle donne, perché dove le donne si sentono sicure, le donne combattono anche per poter scegliere di costruire una famiglia”.
Violenza ostetrica e qualità dell’assistenza
Nel corso del congresso, la FNOPO ha partecipato anche al confronto dedicato al tema “Il ginecologo, l’ostetrica e la violenza ostetrica”, durante il quale la presidente Silvia Vaccari ha affrontato il tema della violenza ostetrica come espressione di criticità non solo cliniche, ma anche organizzative, culturali e relazionali che attraversano il percorso nascita. “La violenza ostetrica è un tema che oggi interroga profondamente i servizi sanitari, non tanto come somma di singoli episodi, ma come possibile esito di dinamiche organizzative, culturali e relazionali che attraversano l’intero percorso nascita”, ha spiegato Vaccari. “Affrontarla significa riflettere sul modo in cui si costruisce la collaborazione tra professionisti, in particolare tra ginecologo e ostetrica, e su come questa interazione incida direttamente sull’esperienza della donna”. Nel suo intervento, la presidente della FNOPO ha sottolineato come il nodo centrale riguardi il modello assistenziale. Secondo Vaccari, quando il percorso nascita è realmente integrato e fondato sulla collaborazione tra competenze diverse, migliora la qualità delle cure e si riduce il rischio di interventi percepiti come non rispettosi o non appropriati. Al contrario, la frammentazione dei ruoli e la mancata valorizzazione delle competenze ostetriche possono favorire approcci eccessivamente medicalizzati, con ricadute sulla fisiologia del parto e sulla percezione di sicurezza da parte della donna. “In questo equilibrio, il ginecologo e l’ostetrica non rappresentano poli contrapposti, ma figure complementari”, ha affermato Vaccari. “L’ostetrica è riferimento primario per la gestione del parto fisiologico, della gravidanza a basso rischio e del sostegno all’allattamento, mentre il ginecologo mantiene un ruolo imprescindibile nella gestione della patologia e delle situazioni a rischio”.
Formazione, organizzazione e centralità della donna
Nel corso della relazione è stato inoltre evidenziato come la violenza ostetrica possa manifestarsi anche quando la comunicazione con la donna è insufficiente, quando le decisioni non vengono condivise o quando la fisiologia del parto viene superata senza una reale indicazione clinica. Per la presidente della FNOPO, la prevenzione richiede un cambiamento sistemico che coinvolga tutti gli attori del percorso nascita. “È necessario lavorare contemporaneamente sulla formazione, sull’organizzazione dei servizi e sulla cultura professionale”, ha spiegato. “La formazione deve rafforzare non solo le competenze cliniche ma anche quelle comunicative e relazionali, fondamentali per una presa in carico rispettosa”. Secondo Vaccari, servono inoltre modelli assistenziali integrati e continuità delle cure, insieme a una cultura professionale capace di valorizzare il lavoro multidisciplinare, l’autodeterminazione e la centralità della donna. “Garantire un’assistenza rispettosa significa restituire senso al lavoro congiunto delle professioni, ridurre le pratiche inappropriate e rafforzare un modello di cura che metta davvero al centro la donna, la sua esperienza e i suoi diritti”, ha concluso. “Solo così il percorso nascita può essere realmente sicuro, appropriato e libero da ogni forma di violenza, anche quando non intenzionale”.
L’impegno della FNOPO
La partecipazione della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica al Congresso SIMP conferma l’impegno della professione nel promuovere modelli assistenziali integrati, qualità delle cure e centralità della donna nel percorso nascita, attraverso il dialogo costante tra professionisti, istituzioni e ricerca scientifica.
Si ringraziano la Prof.ssa Maria Vittoria Locci, Presidente del Congresso, e il Presidente della Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), Prof. Virgilio P. Carnielli.
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