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Congresso FNOPO, "L’evoluzione del sistema salute: le nuove sfide della formazione professionale e universitaria"

Pubblicato il 04/10/2024
Pubblicato in: Comunicati stampa
Congresso FNOPO,

Due decreti, prima il D.M. 70 e poi il D.M. 77, hanno posto le basi per la Riforma dell’assistenza territoriale, tuttora in corso. L’obiettivo è costruire una sanità più vicina alle persone, che superi le disuguaglianze. Una sfida importante che chiama in causa tutti gli ‘attori’ della Sanità, professionisti sanitari compresi. “È grazie alla formazione continua (ECM), obbligatoria per molte categorie professionali, che le Ostetriche/i possono restare al passo con i tempi, aggiornandosi sui bisogni di salute emergenti e apprendendo modalità sempre nuove di fornire le risposte più adeguate, attraverso la prevenzione, l’assistenza, la cura e la riabilitazione”. A spiegarlo è Martha Traupe, componente effettivo della commissione nazionale per la formazione continua in rappresentanza della FNOPO, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica, in occasione della sessione "L’evoluzione del sistema salute: le nuove sfide della formazione professionale e universitaria" del 4° Congresso Nazionale FNOPO “La Professione di Ostetrica/o, patrimonio del sistema salute: valori, competenze e risorse”, in corso a Firenze fino al 5 ottobre 2024, presso l’Istituto degli Innocenti.

Il restyling dell’assistenza territoriale prevede un nuovo modello organizzativo della rete di assistenza primaria, individuando standard tecnologici e organizzativi uniformi su tutto il territorio nazionale. “Una revisione che chiama in causa nuove competenze per le Ostetriche/i che opereranno, oltre che nei Consultori, all’interno delle Case e degli Ospedali di Comunità, ma che incrementeranno pure l’assistenza direttamente al domicilio delle pazienti – spiega la dottoressa Traupe -. Non ultima, la necessità di aggiornarsi sull’uso delle nuove tecnologie e sulle strumentazioni di telemedicina”.

Aldilà della formazione continua rivolta al singolo professionista sanitario, si sta diffondendo sempre di più anche l’utilizzo della formazione in simulazione che vede cooperare le Ostetriche/i in un team multidisciplinare. “Pensiamo ad esempio alle simulazioni di scenari complessi, ma possibili, all’interno di una sala parto. Grazie all’utilizzo di sofisticati manichini in grado di simulare perfettamente il corpo umano e le sue reazioni, dalla gravida al neonato, è possibile apprendere le tecniche migliori per la gestione dell’emergenza-urgenza, come un’emorragia materna o un arresto cardio-respiratorio neonatale”, racconta la dottoressa Traupe.

Ancora più complessi sono gli scenari offerti nelle simulazioni delle maxi-emergenze che oltre ad operatori della sanità possono coinvolgere anche altre figure professionali, come ad esempio quelle operanti nell’ambito della protezione civile. “Non si tratta solo di simulazioni di pandemia che ci preparano ad affrontare situazioni simili a quella verificatesi con il Covid-19, per la quale non eravamo affatto pronti, ma anche disastri naturali, come le alluvioni, o supporti di tipo sanitario-umanitario come quelli offerti durante gli sbarchi dei migranti sulle nostre coste. Si tratta dunque di una formazione complessa che, fortunatamente, sta permettendo un ritorno sempre più diffuso alla modalità in presenza, completamente abbandonata durante il periodo della pandemia, ma più che necessaria per garantire un aggiornamento professionale davvero efficace”, conclude la dottoressa Traupe.

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