G20 SALUTE. FNOPO: «INDISPENSABILE PUNTARE SU APPROCCIO GLOBALE ALLA SALUTE E ALLA MEDICINA DI GENERE»

Nel corso della riunione Ministeriale Salute G20, tutti i Paesi hanno firmato all'unanimità il Patto di Roma, documento in 33 punti


Roma, 7 settembre 2021 - «L’approvazione all'unanimità del Patto di Roma, documento in 33 punti, nel corso della riunione Ministeriale Salute G20, da parte di tutti i paesi del G20 rappresenta un importantissimo impegno che i Paesi firmatari assumono nei confronti non solo dell’attuale pandemia ma soprattutto di possibili scenari futuri sempre più caratterizzati da crisi sanitarie transnazionali. Sulla scorta di tali previsioni è indispensabile un approccio globale alla salute di tutti e dunque investire su più fronti: servizi sanitari sempre più efficaci, efficienti e sicuri, la creazione di vaccini sicuri ed efficaci nel giro di pochi mesi e, non da ultimo, la difesa dell'impianto universalistico delle cure che devono essere garantite indistintamente a tutti. Tali obiettivi si possono raggiungere mettendo in campo politiche a sostegno della sanità, con investimenti di risorse economiche e di professionisti sanitari, superando decenni di investimenti non adeguati e di tagli lineari indiscriminati che hanno determinato un indebolimento nella risposta del Servizio sanitario italiano», afferma il Comitato Centrale FNOPO.

«All’interno di tale approccio, un’attenzione particolare deve essere rivolta alla parità di accesso alle cure e alla parità di genere, che in sanità si traduce anche nel potenziamento della ricerca e medicina di genere. Queste ultime, infatti, consentono di migliorare gli esiti di salute femminile e i suoi determinanti. Da tempo, ormai, le ricerche dimostrano come un’assistenza specifica e adeguata alle donne da parte delle ostetriche/i garantisce una adeguata prevenzione e di adottare cure specifiche. Aspetto tanto più vero in ambito materno neonatale, dove la presenza delle ostetriche/i consente di avere migliori esiti, salvaguardando la vita e la salute delle donne e dei nascituri con minor numero di esiti infausti, e dunque un maggior numero di gravidanze, parti e post natale più sicuri – spiegano i vertici nazionali FNOPO -. L’assistenza ostetrica, infatti, previene il ricorso a interventi inappropriati e, lì dove è presente capillarmente sul territorio, riduce il divario di accesso alle cure nei sia Paesi più fragili sia all’interno di uno stesso territorio.

Nel nostro Paese, le ostetriche/i continuano a dare il proprio contributo nella lotta contro la pandemia anche attraverso la campagna di vaccinazione anti Covid19. Un impegno che come professioniste/i può essere garantito anche nella vaccinazione influenzale per la prossima stagione 2021-2022, attraverso apposito Protocollo d’intesa, in particolare per le donne che programmano una gravidanza e per le gestanti», concludono i vertici nazionali della professione ostetrica. 


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